Associazione Culturale Il Papavero d'Oro

 

 

 

Pietro Spadafina  OPERE

Questo strano desiderio di esporre e rendere conoscibile le parti più intime di sé è l’artista. Questa voluttà di verità che lo spinge a spogliarsi e pure continuamente a stupirsi, questa difficile ma obbligata funzione di leggere il mondo tramite sé è l’artista, che nasconde una forse utopica propensione ad armonizzare in qualche modo il mondo o comunque ad entrarvici in una sorta di simbiosi tra ragione del creare e ragione dell’umanità. Come pescatori illuminati, gli uomini possono rispettare la natura così come possono rispettare le emozioni. Non miserabili, crudeli, sfruttatori senza limiti, ma solidali, dignitosi utilizzatori delle risorse. (P.S.)

 

Prigionieri del mare, olio su tela cm. 70x90 (2006)

 

Chi non sa muoversi tra le latenze invisibili è sempre alla mercè dell’ignoto, d’un demone qualsiasi (E. Zolla).

Quando volumi contorti di acque calde, cieche e fascinose si rendono colpevoli di imprigionare la lucida ragione, l’uomo si perde in quell’immenso infinito punto interiore, sospeso a metà tra la scintilla divina che dentro di lui si nasconde alla ragione umana conformista e il desiderio antico di imparare a navigare le acque che lo generarono. Ecco allora che la mente, come la natura, soffre, muore e risorge. (P.S.)


 

papabimbo, olio su legno cm. 75x175 (2006)

“Qui dell’infanzia come premessa gloriosa e tradita della esistenza si parla, luogo ideale dove si cela l’Unità.” (E. Zolla)

  Se, come ogni uomo l’artista vive alla ricerca   continua di un Maestro di vita, di un sapiente che gli indichi una via sicura, di una situazione che lo svegli alla verità, più di ogni uomo l’artista può accedere all’amara scoperta di aver cercato erroneamente fuori ciò che era dentro di lui, nel luogo più inaccessibile al mondo: il suo inconscio. Allora risvegliare l’innocenza del bambino che dorme è impresa assai ardua, comunicare a quella divinità interna le proprie ansie e paure del vivere è assai difficile, tanto quanto può essere l’accettare il miracolo della comunicazione. (P.S.)

 

 

                         L’eclissi, olio su tela cm. 120 x 200 (2005)


 

 

 

Universa, olio su tela cm. 70 x 90 (2005)

 

 

Donna con capo scoperto, olio su tela cm. 60 x 60 (2004)

 

 

 

Una fata, olio su tela cm. 70 x 90 (2005)

 

Pedalata umida notturna, olio su legno cm 90 x 90  (2006)

 

I bagliori della luna o la pioggia accumulata su un asfalto viscido, o la notte e l’inverno, o il buio e il sonno della mente potranno far perdere la strada, potranno far saltare le ruote ed ostacolare il percorso, ma la volontà sarà sempre un guerriero più forte, capace di camminare senza piedi, di pedalare senza ruota, di conoscere senza ragione. (P. Spadafina)

Il sogno dell’albero dei pomodori, olio su tela cm. 70 x 80 (2007)

 

Sognare frutti perfetti, rossi, puliti e lucenti, condurrà sicuramente alla falsificazione della realtà. Una città fantasma, senza anima e nome, potrà essere il luogo dei bagliori accecanti della mente. La bellezza è intrisa di imperfezioni e sofferenze. Cercare un luogo lontano, un mondo pulito, rimarrà un desiderio irrealizzabile dell’uomo, se entro se stesso non ha trovato uno spazio ordinato e un tempo onesto. (P. Spadafina)

 

Casella di testo: …da un legno così storto, come quello di cui è fatto l’uomo,non si può costruire nulla di perfettamente dritto… (E. Kant).
 Le strade da percorrere sono tante e s’intricano e si accavallano e, a volte, quella matematica prevale su quella fideistica. Si sa, gli uomini sono imperfetti e miopi e troppo facilmente s’illudono di aver trovato la verità; ma questa, a loro insaputa, nascosta tra i grovigli e nelle matasse della vita, non lesina il suo fascino alle cose imperfette e le chiama …arte. (P. Spadafina)


Le strad

 

Danceur, legno, ferro, rame dipinti ad olio h cm 120 (2006)

 

 

sVenus, legno, ferro, rame dipinti ad olio, h cm.85 (2006)

 

 

 

 

 

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